Tempo eterno

Nulla è durato più che fanciullezza sul cemento dell’aia se i ricordi d’umili eventi la lenta saggezza dei giorni incalzano in gioiosi accordi. Forse un’aia è l’attesa eternità centro festoso d’antico giardino, un gelso a segno di felicità ed a custodia un angelo bambino. O forse è solo un sogno d’esiliato che per la breccia…

Staffetta partigiana

Mani imploranti di gelsi s’innalzano alla tua nascita e attoniti voli di passeri in chiarissimi orizzonti meraviglie tramandano di te, fiore di folli inizi calicanto. Ne schianto un ramo dalla fitta siepe e l’alzo verso il cielo come offerta della terra che ride resistenza in traslucidi calici e s’avvolge di primordiali essenze a riplasmare l’ecumenico…

Non ci sono più pietre

“Rimasero solo Gesù e la donna che era là in mezzo”. (Gv 8,1-11) Tu vegli la notte sul monte degli ulivi nel silenzio di Dio. Pareggio la mia anima con la terra e coi sassi nella notte accanto a Te pronto a seguirti non appena il chiarore dell’alba ti spingerà a discendere fra gli uomini.…

Nel prato

Scruto scritture di foglie sul prato come tremanti viscere l’aruspice d’altra stagione di funghi verrà a liberarmi letizia d’incontri con prataioli e chiodini. – Sarà non sarà -, quali sentenze appannate di sibille m’echeggiano a risposta mentre frugo con gli occhi le ramate foglie e preparo il riso dell’invenzione d’un bizzarro baschetto di velluto. E…

Il voto

Gremisco le urna di voti vermigli scruto le schede e i vostri nomi acclamo d’assoluta vittoria, seviziati; soffio nel vostro sangue disseccato la mia rabbia di complice del lungo silenzio che schiacciò la vostra voce; risorgete, vi dico, e con le corde d’impiccati tessete flagellanti gridi a scacciare i mercanti del tempio; governate dall’alto della…

Il campanile

Identità racchiudi in quattro forme slanciato e tozzo, noto e sconosciuto, o campanile di rossa abbazia, perno d’alate giostre, meridiana d’assolate fatiche e di riposi, sestante ignaro di mostri bavosi, e saldi fianchi porgi quale bussola per districare il vento tra i pioppeti che in sbiaditi orizzonti ti vagheggiano. Forse d’umana vita sei l’immagine che…

Civilissimo gelso

Civilissimo gelso che t’ostini a sopravvivere come straniero su qualche proda della mia pianura, tu una volta gentile custode di geometriche piane e di limpide acque, l’antica gioia ancora serbi ai miei occhi e parabole mi scrivi di fanciulleschi giochi quando incontro festinante mi vieni a imporporare le labbra con memorie di dolcezza e a…